Questa mattina una delegazione di Lucani da Papa Francesco.La famiglia Balsebre dona al Papa un quadro di Tomàs Ditaranto

Montescaglioso – E’ un “Cristo incoronato di spine”, dipinto nel 1979 dall’artista Tomàs Ditaranto, originario di Montescaglioso ed emigrato in Argentina nei primi anni del novecento, a rappresentare questa mattina in Vaticano, la Basilicata tutta.A ricevere in dono dai nonni, Teresa e Nicola Balsebre la preziosa tela, testimonianza dell’arte e del genio dei lucani di tutto il mondo, sarà il Santo Padre, Papa Francesco Bergoglio.Non poteva esserci occasione migliore che la “Festa dei nonni” organizzata dalla Senior Italia FederAnziani nella Sala Nervi, alla presenza di rappresentanze di tutta Italia , nonchè di rappresentanti istituzionali , per realizzare, grazie ad A.I.D.E. (Associazione Indipendente Donne Europee) e il suo Progetto culturale Donne2019, il desiderio della famiglia Balsebre di Montescaglioso.“Abbiamo ancora l’amaro sapore in bocca, noi gente del Sud, che solo ieri, strappammo la nostra essenza alla Terra rossa e arida dove la nostra anima vibrava, ma che non ci sfamava” . Questa, è una parte dell’appassionata lettera rivolta al Papa dalla scrittrice e poetessa Giovanna Politi, già Testimonial Donne2019, e che questa mattina sarà consegnata a Papa Francesco con la firma di tutte le componenti il Consiglio.Ditaranto, scomparve nel 1985, dopo aver vissuto la sua vita a Buenos Aires sin dai primi anni della sua infanzia, da quando la famiglia decise di emigrare per cercare condizioni di vita migliori. Era nato per diventare quello che è diventato, ovvero un artista a tutto tondo, pittore, incisore, scultore, illustratore e pubblicitario. Nel racconto della nipote rivive il fanciullo a cui non bastavano fogli di carta e alla cui irrefrenabile voglia di disegnare provvedeva la madre recuperando e stirando ogni tipo di incarto riutilizzabile. Pochi strumenti poveri, la mollica del pane a fare da gomma e un carboncino e quando i fogli terminavano erano le pareti di casa a diventare appetibili tavole. Fu così che Tomàs a 13 anni, da fabbro apprendista, si ritrovò a frequentare “la Academia Nacional de Arte” e ”la Academia Nacional de Bellas Artes” della Città. Già professore di pittura e disegno a soli 23 anni, la sua vita artistica è stata un crescendo di riconoscimenti, con la presenza oggi, delle sue opere nei musei di tutto il mondo. Nei paesaggi e nei personaggi argentini in costume, tutta la curiosità e meraviglia verso una terra dai colori accesi e dai volti marcati. Negli acquerelli, la pennellata sicura, la leggerezza ed i colori abbaglianti e vitali. Ma se oggi lo sguardo di Papa Francesco si poserà su quello del Gesù di Tomàs lo dobbiamo al legame inscindibile che questi due uomini hanno con la terra d’origine, con le proprie radici. I tanti viaggi che Tomàs ha compiuto lo hanno portato anche in Lucania, in quel paesino ritrovato nel 1951 e impresso per sempre nelle sue opere. E così, l’arte di Ditaranto maturo, riproduce il fascino della Basilicata, con i Sassi di Matera e gli scorci più belli della sua Montescaglioso. Il 9 agosto scorso con la manifestazione “Montescaglioso nel Mondo” si sono finalmente accesi i riflettori su questa figura importante grazie all’ufficializzazione della candidatura di Tomàs Ditaranto a personaggio museale del “Centro Lucani nel Mondo Nino Calice” di Castel Lagopesole. Una pagina di storia sarà scritta questa mattina, una storia che racconta di uomini e donne semplici, strappati alla terra madre, che, sempre fieri, senza rancore, cercano i legami, lasciano i segni della loro esistenza così come è stato per Tomàs che oggi rivive in quegli occhi del Cristo che sono tutti i Lucani nel mondo.
Redazione SUDITALIAVIDEO

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